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IAB Forum 2010: primo giorno con Chris Anderson protagonista

Come avevamo detto è cominciato a Milano lo IAB Forum 2010, un evento, tra l'altro a impatto zero, importante per fare il punto sulla situazione dell'Internet italiana dall'occhio attento delle aziende.

Al termine del primo giorno si può fare già un bilancio delle presentazioni tra dichiarazioni un po' spinte ed eccessive e teoremi di Pitagora la discussione sullo IAB continua online.

Durante la prima giornata di IAB ha riscosso interesse l’introduzione di Roberto Binaghi, presidente di IAB Italia, il quale ha mostrato i numeri della scarsa penetrazione di Internet in Italia (52% contro l’80% del nord Europa, 750 milioni gli utenti connessi via smartphone in Cina) invitando le autorità a fare di più (con l'abolizione del decreto Pisanu ad esempio) e alle aziende di assumere più giovani.

Binaghi ha affermato che l'andamento della pubblicità online è positivo (incremento del 50% nei prossimi 3 anni) nonostante molti settori abbiano ridotto l'investimento è comunque positivo grazie all'utilizzo dei formati legati al video e a grandi eventi come i mondiali di calcio e altri eventi che hanno favorito molti clienti. Per questo invece che continuare a dare la colpa a fattori strutturali e politici secondo Binaghi bisogna rimboccarsi le mani, le aziende devono fare rete.

Tutti si aspettavano l'arrivo sul palco di Chris Anderson: il direttore di WIRED Usa si è presentato con un iPad e una copia del nuovo numero di Wired Italia intitolato 'Sveglia Italia'. Anderson aveva detto che il 'web era morto', 'The Web is Dead', proprio poco tempo fa creando una aspra discussione online.

Anderson ha chiesto scusa per quella copertina spiegando che il Web non è Internet ma qualcos'altro nato di recente, con soli 20 anni di vita. Il Web è un’idea, un protocollo non Internet e l'idea aperta con il quale è stato ideato ora è stata surclassata dalle applicazioni.

Anderson mostra l'applicazione per iPad di Wired Us quale mezzo migliore per fruire di un magazine: l'unione con i social network poi rendono le applicazioni più emotive e interessanti con grafiche e contenuti sempre più originali ma comunque mediati attraverso un device. Anderson si è chiesto 'a cosa serve Google se può farti vedere tutto tranne quello che succede dentro Facebook?'

Le persone spendono più tempo usando le applicazioni che sul Web e Anderson lo ha dimostrato pubblicando nelle slide il traffico degli utenti in Usa causato dall'iPad (in Italia ne sono stati venduti soltanto 300 mila contro i 3 milioni in Usa). A sentire Anderson il web potrà sopravvivere soltanto grazie all'HTML5 che potrà portare contenuti, interess e quindi traffico dalle applicazioni al web grazie all'eleganza, al design e alla sua semplicità.

Dopo Anderson è stato il momento di Domenico Masi che ha parlato di si sta evolvendo il rapporto tra gli italiani e la tecnologia e internet pubblicando 10 riflessioni: secondo Masi il tempo libero e la qualità della vita avranno un ruolo centrale (i 20 enni avranno 300mila ore di tempo libero e sarà un problema capire come trascorrerlo) e quindi saranno sempre più importantei le caratteristiche estetiche degli oggetti a parità di proprietà tecnologiche e funzionali date scontate.

Le slide di De Masi che indagavano il futuro all'anno 2020 hanno causato nelle reti sociali anche alcune critiche e qualche battuta ironica ma anche ammirazione.

La giornata è continuata il pomeriggio con molti Workshop interessanti al quale hanno partecipato aziende ed agenzie presenti allo IAB anche con alcuni curiosi stand. Tutti i video saranno disponibili sul sito dello IAB.

Lady Innova gira allo IAB alla ricerca di innovazione 'giovane'

La prima parte dell'intervento di Chris Anderson, direttore di WIRED US

Intervista a Domenico De Masi, sociologo

Lo stato della pubblicità online in Italia null

Workshop sul Search Marketing di Nereo Sciutto: l'importanza del search online e offline

Foto: Blogosfere

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