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I garanti della privacy contro Google

Alcune delle autorità che si occupano di garantire la protezione dei dati personali ha inviato una lettera al CEO di Google, Eric Schmidt, per esprimere la propria preoccupazione sui alcuni metodi utilizzati dall’azienda che non rispettano le leggi sulla privacy.

Tra i paesi firmatari c’è anche l’Italia che, insieme ad altre nove nazioni, ha espresso il proprio dissenso sui prodotti online dell’azienda di Mountain View. In particolare, nel mirino dei garanti ci sarebbe Google Buzz, la piattaforma dedicata al social network, che utilizza i contatti di Gmail senza l’autorizzazione necessaria di coloro che partecipano alla condivisione di foto, immagini e contenuti vari.

Infatti, nella lettera viene sottolineato questo comportamento sbagliato: 'Con questo comportamento è stato violato un principio fondamentale e riconosciuto a livello mondiale in materia di privacy: ossia, che spetta alle persone controllare l'uso dei propri dati personali'.

Google si è difeso dalla accusa affermando che 'riserva grande attenzione ai dati che raccoglie e a come li tratta, e allo stesso tempo dedica grandi risorse allo sviluppo di strumenti efficaci per offrire agli utenti il controllo sulle loro informazioni personali. Abbiamo discusso molte volte di tutto questo pubblicamente e non abbiamo altro da aggiungere rispetto alla lettera di oggi. Siamo invece concentrati sul lancio del nostro nuovo Transparency Tool, del quale siamo entusiasti'.

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