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I blogger contro Repubblica e Smargiassi: foto rubate

Qualcuno l'ha addirittura chiamata una Repubblica.it dei ladri: stiamo parlando del giornale La Repubblica e della sua versione online.

Ma veniamo all'ante-fatto. E' notorio da molti blogger e da fotografi che pubblicano le loro foto online su servizi come Flickr che alcuni giornali le pubblichino senza citare la fonte ed anzi facendole proprie, ritagliando o eliminando di fatto i crediti, il watermark con il diritto d'autore.

Doppio sgarbo: fotografi cornuti e mazziati, non solo viene privato totalmente il loro copyright ma non viene chiesta alcuna autorizzazione per la pubblicazione (perdendo dunque anche un compenso per la vendita delle foto).

Quando un sito web è noto come Repubblica poi pescare una foto o un video online senza citarne la fonte (fregandosene quindi del copyright) e qualcuno se ne accorge e sbraita si finisce per fare una figuraccia in tutta la Rete.

A giustificare un comportamento del genere ci ha pensato il giornalista di Repubblica, Michele Smargiassi, che sul suo blog Fotocrazia, scrive un lungo articolo riguardo la fotografia fluida in risposta ad alcuni fotografi di Flickr che hanno protestato e contestato Repubblica.it per essersi appropriato delle loro foto.

Smargiassi ha pubblicato la lettera sul suo blog commentando in questo modo: 'Che cosa sono le immagini del cosiddetto (e detto malissimo) citizen journalism? Non sono reportage fotografico più di quanto la voce spezzata di un testimone sia un articolo giornalistico. Sono fonti. Sono testimonianze. Che una testata seria utilizza, ma completa, seleziona, mette in relazione con altre fonti: insomma lavora ed elabora giornalisticamente. Sul luogo di un evento, l’ho scritto da poco, ci sono ormai sempre decine di fotocamere, spontanee e professionali. Se le seconde mi portano un contenuto dello stesso spessore delle prime (e badate, non sto dicendo che sia il vostro caso, anzi da quel che vedo sono generalmente interessanti), se non sono un prodotto giornalisticamente, consapevolmente lavorato, per me avranno lo stesso valore delle fotografie dei passanti'.

E continua con: 'Catturare immagini di un evento non è più fare foto-giornalismo. Forse lo era, quando i fotografi professionisti erano anche gli unici testimoni visuali in circolazione in grado di registrare immagini. Non lo sono più'.

Si rivolge poi a chi utilizza Flickr: 'Flickr dunque sarebbe per voi la vetrina del pasticciere che il ladro spacca a martellate per rubarne le torte e rivenderle. È la metafora giusta? Ve ne propongo un’altra. Il pasticciere spedisce migliaia di torte direttamente a casa di chiunque, dentro una fragile scatola di cartone. Con un biglietto: se la volete mangiare, speditemi prima un assegno. Potete provare a immaginare quanti assegni arriveranno, e quante torte saranno mangiate gratis? Il pasticciere potrà denunciare i golosoni avari come ladri, se crede; ma non dovrà almeno un po’ dolersi del suo incauto marketing? Troverebbe quel pasticciere un’assicurazione disposta a sottoscrivere una polizza contro il furto delle torte?'

Al suo post hanno risposto duramente alcuni blogger tra cui Palmasco che nel social network FriendFeed lo definisce uno stronzo e ne spiega i motivi in un altro thread articolando le sue motivazioni.

Secondo Palmasco: 'la foto infatti è un oggetto, il copyright che le è stato applicato dagli autori, ne marchia la proprietà: Repubblica ha rubato l'oggetto, non la professionalità, checché ne pensino i ragazzi. Lo ha fatto per vendere ad altri le proprie pagine, riempiendole con quelle foto. La notizia è che la strada percorsa da Repubblica per riparare il danno, è stata quella di togliere dal sito le foto rubate, riconoscendo quindi il carattere indebito dell'appropriazione.'

E continua specificando che 'l'articolo linkato sul caso Morel, delle foto su Haiti, indica esattamente il contrario di quello che affermi nel blog, nel quale invece di riportare il contenuto dell'articolo che linki, salti al parere del direttore del festival di Perpignan: non si sa a che titolo tu abbia pensato che il direttore di Perpignan abbia voce su una controversia legale tra fotografo e agenzie giornalistiche. Morel ha chiesto 150.000 dollari di danni a tutte le agenzie che hanno usato le sue foto, dice l'articolo'.

Durissimo poi Palmasco sempre su quanto scrive Smargiassi sul suo blog lo riprendende anche sulle Creative Commons precisando: 'Lo sai benissimo, o dovresti saperlo, perché Repubblica pubblica le foto e non il link ai siti dove si trovano le foto originali: nel primo caso, mentre i lettori scorrono le foto, le visite contano per il giornale, e valgono soldi; nel secondo caso, i link portano i lettori fuori dal giornale, e con loro il conteggio dei preziosi clic. Il Creative Commons NON ammette manipolazioni dell'originale, e NON ammette uso commerciale dei contenuti che vengono messi a disposizione. Repubblica ha violato entrambi, come si legge chiaramente dalla lettera degli autori che pubblichi, senza ombra di dubbio'.

Smargiassi ha risposto poi timidamente a Massimo Mantellini che aveva scritto:'Ripulita da una grande arroganza di fondo la composizione fra contenuti sotto copyright e liberi è molto spesso possibile anche all’interno di dinamiche economicamente rilevanti. Però bisogna volerlo e non peggiorare le cose scrivendo migliaia di battute con il tono del maestrino a spiegarci che il mondo è diventato fluido.'

Smargiassi è d'accordo e precisa: 'Io NON giustifico affatto l’appropriazione indebita di opere protette, non l’ho scritto e non lo penso. Io mi chiedo e chiedo a chi non ha la ragione ottusa dalla vis polemica di cercare di capire perché il Web si presta così bene all’appropriazione, cosa c’è dietro la cultura del Web che rende così leggeri gli scupoli, perché capirlo è l’unico modo per trovare una soluzione. Che a mio modesto parere non sta nell’applicazione al Web delle regole del diritto d’autore tradizionali, ma sta nella ricerca di regole nuove che tutelino sia il mdiritto dell’autore al riconoscimentod el proprio lavoro che la condivisione dei prodotti culturali.'

Il dibattito va avanti in un altro post di Smargiassi e nei commenti sul suo ed altri blog.

Su Il Post c'è il contributo del responsabile di un'agenzia fotografica che conferma il saccheggio continuo delle foto: 'La cosa principale è il rispetto del lavoro altrui, che sia un fotografo amatoriale o professionista. Non c’è alcuna differenza. La “vetrina” di cui si parla deve essere rispettata. Ora per salvaguardare il mio lavoro e quello dei fotografi e delle agenzie con cui lavoro devo quotidianamente controllare le principali testate online italiane per vedere se qualcuno abbia usato nostre immagini illegalmente. Praticamente una caccia continua, una caccia che ti fa perdere tempo prezioso'.

Da parte sua anche Samuele Silva, fotografo e blogger, sottolinea l'aspetto economico che ruota attorno al mondo della fotografia affermando che 'se Repubblica decide di utilizzare delle immagini protette da copyright deve pagare gli autori, non ci sono alternative. E probabilmente anche Flickr dovrebbe evolversi aggiungendo una licenza specifica a pagamento: praticamente diventare un’agenzia di stock'.

La violazione del diritto d'autore riguarda però anche i video come è capitato già altre volte ad esempio proprio a Repubblica.

Foto: http://news.tecnozoom.it/curiosita/hollywood-fa-causa-ai-creatori-di-sottotitoli-amatoriali-post-10789.html

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