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I blog dovranno registrarsi al Roc?

Esattamente un anno fa arrivava l'approvazione di un decreto legge, il Levi, che obbligava i blog italiani a registrarsi al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) e ad adeguarsi così alle testate giornalistiche, con tutte le conseguenze del caso.

Nonostante l'approvazione, però, il decreto venne bloccato dal momento che furono molti, e anche in ambito internazionale, quelli che si lamentarono e che gridarono allo scandalo.

E' passato così un anno, un governo è caduto, un altro è stato eletto e i problemi, però restano sempre gli stessi; così accade che Daniele Minotti si rende conto che Ricardo Franco Levi ha riproposto una nuova soluzione per codificare e schedare i blog italiani, nonostante qualche lieve e irrilevante variazione.

Per ora il progetto di legge è stato affidato solo in sede referente alla commissione Cultura della Camera ma Minotti ne estrapola alcuni punti fondamentali in base ai quali i blogger italiani dovranno rivedere la loro posizione, nel caso in cui il decreto passerà l'esame delle aule.

Art. 2, Definizione di prodotto editoriale: "1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso".

Art. 8, Attività editoriale sulla rete internet: "1. L'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa. 3. Sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro.

In tutto questo marasma l'articolo 8, comma 3, è quello maggiormente confuso in quanto, allo stato attuale, non si comprende in Italia quando si può parlare di un blog tenuto a scopo di lucro e quando invece non si può dare questa definizione: come fa notare Luca Spinelli di Punto Informatico, infatti, "chiunque correda le proprie pubblicazioni con banner, promozioni, o anche annunci di Google AdSense, secondo la comune interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa".

Dunque, allineandoci a quello che sostiene Spinelli, qualunque blog dovrebbe registrarsi al ROC e, in mancanza di tale registrazione sarebbe illegale la sua pubblicazione e si rientrerebbe nell'altra annosa questione della stampa clandestina.

Ma l'Agenzia delle Entrate non ha ancora dato il suo parere

relativamente alla possibilità che esponendo banner e pubblicità di vario tipo si sia automaticamente imprese e quindi se il nuovo decreto Levi rimanesse così com'è sarebbe passibile di tante interpretazioni e dunque inaffidabile e inesatto.

A ciò si aggiunga che, nel caso in cui si estendesse la legge sulla stampa ai blog, qualche blogger potrebbe chiedere gli stessi finanziamenti concessi alla stampa "tradizionale" per andare avanti: e ci sarebbe qualcuno pronto a biasimare una richiesta del genere?

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