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Hollande, la bufala dei tagli e la figuraccia di Repubblica

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Tagli da mille e una notte. Più che in Francia, sembrerebbe di essere a Dubai. Roba che nemmeno Mitterrand ne avrebbe avuto il coraggio, figuriamoci François Hollande. Sicuramente intenzioni, progetti, qualcosa di già sbloccato (tipo i tagli a Presidente e neoministri della Repubblica), qualcos'altro in cantiere. Così come, però, bufale totali, idee fioccate magari solo su qualche settimanale o quotidiano e morte in culla. E ancora: auspici, sogni, utopie. Insomma, nell'ormai arcinoto testo (chiamarlo documento sarebbe davvero eccessivo) che è circolato nelle ultime ore, cliccatissimo e condiviso alla grande sui social network, in particolare su Facebook tanto da accendere battibecchi rispetto alla reale attendibilità e alle cifre in esso contenuto, si è detto tutto.

In mezzo, nelle migliaia di battute, c'è finita appunto ogni illusione socialisteggiante: dalle eliminazioni del 100% delle auto blu agli "insulti" del neopresidente francese ai suoi dirigenti statali passando per l'abolizione dello scudo fiscale, l'assunzione di autentici eserciti di laureati disoccupati, circa 60mila. E poi ancora: niente più sovvenzioni pubbliche alla Chiesa cattolica, via i sussidi governativi a giornali e fogli politici, tagliati gli stipendi dei funzionari statali del 40% e chi più ne ha più ne metta. Robin Hood, altro che Hollande. Roba da bolscevichi, altro che socialistelli transalpini persi dietro a Twitter.

E infatti c'è davvero da sbellicarsi, leggendo le righe del presunto operato di hollande: migliaia di asili nido, altrettante scuole elementari, stipendi per mamme single, meno soldi ai politici. Manca solo la famosa manna del prete Gianni che stilli dalle fontanelle parigine, e saremmo tutti pronti a imbarcarci domattina sul primo volo Roma-Parigi. Partiremmo anche a dorso d'asino, se necessario.

La realtà è che è una bufala. O meglio, un mix, come si diceva, di tante cose messe insieme senza fonti, cifre imprecise, numeri gonfiati. Insomma, una clamorosa burla del web. Se ne accorgono tutti, da Wired a centinaia di altri portali e testate, facendo il lavoro che dovrebbe fare un giornalista: andare a verificare le fonti. Non ce ne sono, dei provvedimenti elencati non c'è alcun riscontro. Non ne parla nessuno, né i quotidiani francesi né i siti governativi. Manco l'osservatorio online aperto da Le Monde sulle promesse di Hollande. Insomma, zero spaccato.

Peccato non se ne sia accorta Repubblica, che in uno dei suoi "blog d'autore" (Blog Trotter di Leonardo Coen) ha di fatto copincollato le panzane pseudofranzose salvo poi cambiare il post in fretta e furia, senza scusarsi coi lettori (in molti hanno contribuito a segnalare la frittata) ma anzi tentando di agitare le acque indicando dove e come sono state "avvalorate" certe notizie o intenzioni di Hollande. Dalla padella alla brace.

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