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Hanno ucciso Googlebombing...

Fino a qualche tempo fa era in voga una pratica chiamata Googlebombing. Digitando su Google "miserable failure", il primo risultato ad uscir fuori era la pagina di George W. Bush. Questo effetto non si otteneva in modo illegale, ma semplicemente inserendo nel proprio sito un link alla pagina di Bush, e usare come testo del link "miserable failure" (questa operazione andava fatta su centinaia di siti).

La cosa è stata riprodotta anche in Italia ed il bersaglio era Silvio Berlusconi ("miserabile fallimento" le keywords per raggiungere la sua pagina). Mauro Lupi, esperto di motori di ricerca, aveva illustrato con precisione l'argomento quando il Googlebombing era molto in voga, ormai 3 anni fa.

E' invece recentissimo l'annuncio ufficiale di Google di aver migliorato i propri algoritmi: ora non è più possibile innescare alcuna Googlebomb.

Hanno ucciso il Googlebombing, e ci ride su Matt Kazz con la versione riveduta e corretta di un vecchio successo degli 883, "Hanno ucciso l'uomo ragno", di cui vi proponiamo il nuovo testo:

Solita notte da Lupi in mailbox
in locale stan suonando un blues di Itunes
loschi individui al bancone del bar
pieni di doorway e margaridas
tutto ad un tratto la porta fa “spam”
Loguercio entra di corsa con una novità
dritta sicura si mormora che i cannoni hanno fatto “bang”

Hanno ucciso Googlebombing
chi sia stato non si sa
forse quelli del Berlusca forse la pubblicità
Hanno ucciso Googlebombing
non si sa neanche il perché
avrà fatto qualche sgarro a qualche boss della Nestlè


Chissà cosa ne pensano Max Pezzali e Mauro Repetto (si, il biondino)! Il testo completo è qui!

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