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Google: un Doodle per Adolphe Sax, musicista e inventore del sassofono

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Una vita di alti e bassi, come su uno spartito musicale: una passione tra le mani, la voglia di sperimentare, le censure naziste, i problemi economici, la morte in povertà e, in mezzo, tanta musica. Adolphe Sax nasce il 6 novembre 1814, esattamente 201 anni fa, a Dinant. E oggi Google gli dedica un Doodle. Prende la musica alla lettera e suona tutte le lettere di Google con lo strumento che inventò e che prese il suo nome.

I genitori costruiscono strumenti musicali a Bruxelles; il padre, Charles-Joseph, elabora una teoria acustica che lo fa vero pioniere della sistematizzazione in famiglie degli strumenti dell'epoca. Adolphe è affascinato da questo mondo e, a 16 anni, ha già una piccola produzione che finisce all'Esposizione industriale belga.

La musica gli scorre nel sangue e così, il giovane Sax, decide di dare voce (e fiato) alla sua passione. Studia flauto, clarinetto e armonia alla École Royale de Musique di Bruxelles e a 20 anni brevetta un nuovo modello di clarinetto.

Da Bruxelles a Parigi per immergersi in un’atmosfera culturale e musicale pulsante. È qui che arriva la sua invenzione più grande, il sassofono: l’imboccatura ad ancia semplice del clarinetto unita all’oboe, al flauto e ad un canneggio conico in metallo. Diceva che gli strumenti a fiato del tempo erano troppo “morbidi” o troppo “duri” come sonorità. Perciò andò alla ricerca di un suono che riuscisse a ricreare quello di uno strumento a corda ma con un’intensità maggiore.

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La fama arriva e anche una cattedra come docente al conservatorio di Parigi (mentre in Italia, su consiglio di Gioacchino Rossini, il Conservatorio di Bologna adotta i suoi strumenti). L’attività di costruttore non si arresta e nel 1876, su richiesta di Richard Wagner, Sax inventa la tuba wagneriana, appunto.

Ma i suoi brevetti finiscono al centro di una polemica che ne mette in dubbio l’autenticità. I problemi economici, una bancarotta perpetrata per tre volte e, intanto, una serie di pregiudizi che accompagnano tanta retorica di inizio ‘900. Sono gli anni in cui il sax porta al successo il jazz e il jazz porta al successo il sax. Ma lo strumento viene ben presto etichettato come “strumento del diavolo” e, insieme ad Adolphe e al jazz, bandito e perseguitato dai nascenti regimi nazisti. Hitler lo relega all’”arte degenerata”, nonostante il sax continui ad essere lo strumento con cui eseguire le musiche da parata dell’aviazione musicale tedesca, la Lutwaffe.

Intanto, Sax subisce l’ostilità degli altri fabbricanti fino alla violenza fisica. Il fallimento, la povertà sono le ultime note dolenti che lo conducono alla morte in miseria nel 1894 a Parigi. Adolphe Sax è sepolto nel cimitero di Montmartre.

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