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Google pubblica i rotoli del Mar Morto

  • The Israel Museum

Se è vero che YouTube racconta la storia in qualche modo con la sua immensa libreria di filmati e umanità, allo stesso modo lo fa Google.

Non solo con la miriade di informazione e con il suo archivio digitale ma anche con il recupero e la digitalizzazione di opere storiche come quella annunciata di recente riguardo i Manoscritti del Mar Morto risalenti al primo ed al terzo secolo a.c.

Si tratta di alcuni rotoli ritrovati da un pastore beduino che in alcune grotte cercava la sua pecora ma che nel 1947 li ritrovò; in seguito furono esposti dal 1965 presso il Santuario del Libro dell'Israel Museum di Gerusalemme. Lo stesso museo ha curato insieme a Google e ad Ardon Bar-Hama alcune fotografie ad altissima risoluzione (1200 megapixel) dei manoscritti dei quali è possibile vedere ogni minimo dettaglio.

E' possibile non solo fare uno zoom e sfogliare i documenti per capitoli per leggere i tratti del libro di Isaia, fare clic sulle voci in ebraico e leggere la traduzione simultanea in inglese. Si possono anche cercare le frasi all'interno del documento con una ricerca web sviluppata da Google che restituisce capitolo e verso.

Il gigante di Moutain View mostra così la potenza delle sue tecnologie Google Storage e Google App Engine ma non si ferma tanto è vero che Google ha messo a disposizione un form in cui inviare segnalazioni per il recupero di altri documenti storici.

Vale la pena di dare un'occhiata ai manoscritti anche solo per valutarne la qualità ed il fascino. Google ci aiuta a riscoprire la storia: che vogliamo di più?

I manoscritti del Mar Morto finiscono online

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