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Google per la Giornata Mondiale dei diritti dei bambini

Alla luce dei terribili fatti di cronaca, di violenza e di abusi sui bambini, provenienti da ogni parte del mondo, la Giornata Internazionale per i Diritti dell'Infanzia dovrebbe diventare un appuntamento più frequente, per non dire giornaliero, appunto.

Spesso, troppo putroppo, i bambini vengono abbandonati a loro stessi e dimenticati anche dagli adulti, troppo presi dalle 'cose dei grandi'. La festa è stata indetta dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 20 novembre del 1954 ed oggi diviene un messaggio ancora più globale, grazie alla Rete e ai Social Network.

Per primo Facebook, con l'idea virale di mettere nella foto del profilo l'immagine di un cartone animato che ci ricordi la nostra infanzia.

Iniziativa che ha trovato un grandissimo riscontro e ha popolato il social network più famoso del mondo di Lupin, Occhi di gatto, Uomo tigre, Candy Candy, Ken il guerriero, Gigi la trottola...solo per citarne alcuni. Ed oggi anche Google, ha dedicato la sua homepage alla Giornata Mondiale per l'infanzia con un doodle rappresentante un bambino che si sveglia, fa colazione, si lava e corre a scuola.

Sperando che la sensibilizzazione serva davvero a qualcosa e che le violenze fisiche e psicologiche dei bambini si estinguano per sempre, ecco un aforisma di Janusz Korczac, pedagogo e scrittore polacco, che ci racconta molto di cosa significhi essere bambini e che anche noi adulti lo siamo stati e non dobbiamo mai dimenticarlo.

Dici: è faticoso frequentare i bambini. Hai ragione. Aggiungi: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, scendere, piegarsi, farsi piccoli.

Ti sbagli.

Non è questo l'aspetto più faticoso. E' piuttosto il fatto di essere costretti ad elevarsi, fino all'altezza dei loro sentimenti. Di stiracchiarsi, allungarsi, sollevarsi sulle punte dei piedi. Per non ferirli.

di Janusz Korczac

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