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Google lascia la Cina?

E' botta e risposta, con tanto di condizionali d'obbligo, tra il Governo Cinese e Google che ha fatto sapere di non voler più applicare filtri al motore di ricerca dopo aver ricevuto attacchi informatici.

Mountain View ha infatti denunciato l'adozione di praticvhe scorrette da parte del Governo Cinese che intorno alla metà di dicembre 2009 avrebbe "spiato" i movimenti registrati su Google e da Google tentando di violare gli account di posta di attivisti per i diritti umani e di aziende che non si attengono ai voleri del Governo di Pechino.

La questione è stata resa nota prima dal New York Post poi da Hillary Clinton che, pur non essendo stata degna di ricevere risposta da parte del Governo Cinese, ha dichiarato che la situazione tra Google e la Cina "solleva molte domande e preoccupazioni".

Solo qualche mese fa proprio Pechino aveva accusato Google di dare spazio a contenuti considerati inadeguati e il motore di ricerca si era adeguato, cedendo alle pressioni governative pur di non dover lasciare un mercato che se oggi non è così redditizio nel futuro rappresenterà certamente una miniera d'oro.

Ieri notte la svolta: Google minaccia seriamente di andarsene e nessuno, per adesso, lo ferma.

La questione è tutta qui: quanta forza ha Google sul mercato cinese per permettersi di "disobbedire"? E quanto interessa al Governo Cinese che una grande azienda, peraltro americana, decida di andarsene?

(foto ©Google)

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