Excite

Google fa arrestare un pedofilo: delle foto su Gmail lo hanno incastrato

Google è riuscita a effettuare anche il suo primo arresto: si tratta di un uomo di Huston, John Henry Skillern , che aveva già precedenti accuse di molestie e che è stato incastrato proprio dalla sua casella Gmail. Un'ottima azione, quella di Big G, ma che non può che farci riflettere su quanto la nostra privacy sia sempre di più a rischio.

Il discorso si associa alle nuove politiche che Mountain View sta attuando dalla scorsa primavera quando è avvenuto un generale cambiamento nei termini e nelle condizioni di utilizzo dei suoi tanti servizi: tramite un avviso, infatti, la stessa Google ci aveva spiegato come le nostre email potessero essere “spiate”, guardate, ma solo a fini pubblicitari. Insomma, per poi proporci inserzioni più consone a noi. Questa storia, però, dimostra il contrario.

La vicenda mostra, nel suo stesso sviluppo, alcuni dati controversi, ma vediamo cos'è successo nel dettaglio. Da anni Google ha attivato alcuni piani contro la pedofilia e i crimini più in generale: quando, accedendo alla mail personale di John Henry, già schedato e un recidivo per quanto riguarda gli abusi (aveva aggredito un bambino nel 1994), ha trovato, nei server di servizio di Gmail, alcune foto esplicite riguardanti dei minori, l'accusa è subito partita, così come le indagini. Una task force anti pedofilia ha, così, ottenuto un mandato, esaminato il computer dell'uomo, e trovato al suo interno numerosi scatti e documenti in grado di incastrarlo.

Quello che più fa riflettere, come dice lo stesso David Nettles, detective che si è occupato del caso, è che big G può controllare file e foto della vita di tutti noi, sopratutto dei criminali e dei recidivi, aspetto proibito alla polizia che, invece, trarrebbe beneficio da tali strumenti. Ed è così che la questione dei nostri dati personali e della nostra privacy sul web si riaccende proprio con una controversa questione: sebbene questa volta Google sia servito a proteggere dei minori, quante volte, invece, ha violato i nostri spazi personali? Qual è la giusta misura di tutto ciò?

web20.excite.it fa parte del Canale Blogo Tecnologia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017