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Google e privacy, gli utenti sono più protetti

Google cambia la modalità della raccolta di dati dei suoi utenti. Nicole Wong, legale dell'azienda di Mountain View, ha annunciato sul blog ufficiale che le informazioni che Google ricava da ogni ricerca effettuata dai visitatori saranno rese anonime dopo 18-24 mesi.

Attualmente, Google mantiene per sempre i log di tutte le query effettuate, registrando la ricerca fatta, l'indirizzo IP dell'utente e le informazioni contenute nel cookie. Secondo la nuova policy, tutti i dati sensibili (l'indirizzo IP e i dati del cookie) verranno alterati dopo 18 mesi per rendere impossibile l'identificazione dell'utente.

L'obiettivo è quello di assicurare l'anonimato a tutte le informazioni più vecchie di 18 mesi. Sono tre i motivi che hanno spinto il motore di ricerca ad applicare questi cambiamenti: il bisogno di mantenere comunque i log per migliorare i propri servizi, la volontà di assicurare una maggior trasparenza e privacy nei confronti degli utenti, e infine venir incontro alle disposizioni legislative in materia.

In realtà si erano fatte pressanti le richieste di diverse associazioni (come l'autorità norvegese della privacy) e di singoli utenti. Le nuove disposizioni di Google saranno applicate indistintamente in tutto il mondo e saranno implementate alla fine di quest'anno ("ma ci potrebbe volere più tempo", spiegano da Google). Qui l'illustrazione in dettaglio delle novità.

Non tutti hanno gradito questa mossa di Google, reputandola solo un piccolo passo che non cambia la gravità della questione relativa all'enorme potere che ha Google, grazie alla mole di dati sensibili a sua disposizione. La Wong ha sottolineato che comunque i dati vengono utilizzati solo al fine di migliorare i propri servizi, e non saranno mai ceduti ad esterni, se non in caso di obblighi da parte delle magistrature (ricordiamo quando Google disse no all'amministrazione Bush per una richiesta di dati sensibili).

Wired riporta una serie di critiche da diverse associazioni e avvocati americani, che si chiedono cosa abbia fatto Google negli ultimi mesi, e hanno motivato questa scelta con l'obbligo di attenersi alle disposizioni del Dipartimento di Giustizia americano. Se vi fosse sfuggito, ecco un video che alimenta brutti scenari sulla questione Google-privacy.

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