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Google Apps sfida Microsoft Office

Ha suscitato molto interesse in Italia e all'estero il lancio di Google Apps Premier, un prodotto che per caratteristiche e prezzo fa concorrenza diretta al pacchetto di applicazioni più usato da tutti: Microsoft Office.

La sfida tra titani si svolge su due campi diversi: Office è un software, mentre la suite di Google è interamente sul web, così come i dati che vengono gestiti. Niente più file su hard disc o penne USB quindi: ogni informazione vive unicamente sui server di Google. Apps Premier comprende una serie di applicazioni da utilizzare in ambito aziendale: la posta elettronica di Gmail, la messaggistica anche telefonica di Google Talk, l'organizer di Calendar, gli editor Docs & Spreadsheets (i corrispettivi di Word ed Excel), e le applicazioni per creare e gestire le pagine web aziendali.

Google punta così a conquistare piccole e medie imprese con un pacchetto integrato in cui tutte le informazioni sono facilmente scambiabili e reperibili da ogni componente dell'azienda. Il tutto, compresa un'assistenza telefonica per il momento solo in inglese, al prezzo di 40 euro all'anno per dipendente.

Google Apps è disponibile anche in versione gratuita con funzionalità limitate ma comunque più che sufficienti per l'utenza media (qui una tabella di comparazione). La versione lanciata ieri, la Premier, potrà sicuramente togliere clienti a Microsoft, che è da sempre il fornitore di software numero uno per tantissime imprese.

I dubbi? Per molti non sarà facile decidere di spostare tutti i dati della propria azienda sui server di Google (che comunque garantisce il massimo rispetto della privacy e della sicurezza relativa a tali informazioni). Altrettanto duro potrebbe essere il passaggio dal classico Word a Google Docs, l'editor tutto sul web. I vantaggi più evidenti? Il prezzo (assolutamente irrisorio se paragonato ai pacchetti Office), la maggiore integrazione dei dati, e la possibilità di accedere a tutto da ogni postazione internet, anche tramite cellulari e palmari.

Google ha anche stavolta tutte le carte in regola per sfondare. Ce la farà? Sarà il mercato a deciderlo.

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