Gli Anonymous attaccano i siti di PDL e Berlusconi

Non si ferma la rete anonima di hacker e attivisti in giro per il mondo a favore di Wikileaks e contro dittature e chiusure dei Governi.

In Italia il movimento degli anonimi ha trovato lo sbocco nel blog Anonymous Italy dove vengono segnalate e raccontate le azioni di protesta. L'ultima risale a ieri e riguarda un attacco diretto al premier Silvio Berlusconi.

Il gruppo di cyber attivisti ha sferrato un attacco ai siti web www.pdl.it, www.governoberlusconi.it, www.forzasilvio.ite www.silvioberlusconifansclub.org rivendicandolo su Twitter. Nella sera di Martedì molti di questi siti web sono rimasti irraggiungibili per qualche ora mentre oggi dovrebbero essere tutti online.

L'attacco è stato del tipo Distribuited Denial of Service, DDoS, ed ha causato un evelato traffico sui server: è la prima volta dal 1995 osserva Antonio Palmieri, responsabile di Internet del PDL.

Durante la Italian Revolution, il movimento di indignati italiani, erano già comparse avvisaglie del genere con attacchi a siti governativi come Governo.it e Istruzione.it. In questo caso nel manifesto si rivendica una maggiore autonomia del potere giudiziario e una migliore separazione dei poteri con queste parole: 'Tutti credevano che noi fossimo morti. In effetti, per un po' di tempo è stato così. Ora siamo tornati, siamo tanti, tantissimi. Siamo tornati perché crediamo che ci sia un limite alle ipocrisie di questo paese, alle azioni politiche, economiche e sociali CONTRO l'interesse comune. Anonymous ha deciso di attaccare nuovamente e simbolicamente il Governo italiano e lo fa colpendo il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il suo partito. I cittadini sono stufi delle sue promesse mai mantenute, del baratro nel quale il suo malgoverno ha fatto sprofondare l'Italia, dell'incolmabile distanza tra la politica dell'interesse, del suo interesse, e i bisogni dei cittadini. Come ogni volta, Anonymous chiede aiuto al popolo, a tutto il popolo. Aiutateci, Aiutateci a creare un’Italia migliore, insieme possiamo cambiare le cose'.

La parola chiave di questi attacchi è #Antisec e si unisce alle attività di un altro gruppo hacker,LulzSec, coinvolti nel caso Sony. Hanno senso questi attacchi informatici come forma di protesta se non portano mai a nulla?

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