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Giornali online, la rivoluzione del Web 2.0

Mettere il navigatore al centro dell'esperienza di fruizione del web è uno dei concetti cardine del Web 2.0. Lo stanno applicando anche i grandi media nazionali ed internazionali, con nuovi modi di concepire i propri siti internet, sempre più a misura d'utente. Ecco alcuni tra i casi più recenti ed interessanti.

Partiamo dall'ultima novità in Italia: Panorama ha abbinato al lancio della nuova versione cartacea anche un sito web totalmente rinnovato. Tutti gli articoli online sono inseriti in canali tematici che in realtà sono veri e propri blog, con tutte le conseguenze del caso: ogni pezzo può essere commentato, o segnalato su siti sociali come del.icio.us, OKNOtizie e Digg. A ciò si aggiunge la possibilità di votare gli articoli o cercarli tramite tag-cloud. Ogni canale ha un suo feed, perciò gli articoli possono essere letti direttamente in homepage, con Excite MIX.

Si è spinto ancora oltre il popolare USA Today. Il magazine americano ha fatto del suo sito un vero e proprio social network, con tanto di pagine personali e blog per i suoi utenti. L'intento è quello di condividere la produzione di informazioni, unendo alla voce dei giornalisti quella dei suoi lettori. Ma non è tutto oro ciò che luccica: alcuni utenti non hanno apprezzato la nuova versione, e a finire sotto accusa è il codice Javascript utilizzato, che di fatto rende i contribuiti degli utenti irraggiungibili da Google. Una semplice pecca tecnica forse, ma molti ritengono che questa sia in realtà una mossa per togliere valore alle parole dei navigatori, forse per non inficiare sulla reputazione del sito.

Che l'informazione online stia guadagnando sempre più pubblico è un fatto assodato, ma quanto devono temere i giornali in cartaceo? Ha fatto scalpore, un mese fa, la dichiarazione di Arthur Sulzberger jr., l'editore del New York Times, che ha candidamente confessato che non gli importa poi tanto sapere se fra qualche anno il suo giornale sarà ancora stampato. Insomma, l'informazione su carta in futuro avrà un peso commerciale assai basso.

In Norvegia, nazione sempre avanti in fatto di web, si punta già con forte decisione al web: la società Schibsted sta investendo molto sulla rete, vendendo spazi pubblicitari sul VG, maggiore quotidiano del paese, con profitti maggiori sulla popolarissima versione online. Non solo, il momento è così propizio che la Schibsted sta anche lavorando ad un proprio motore di ricerca che proverà a mettere i bastoni tra le ruote a Google.

La carta è in crisi, ma la rivoluzione 2.0 del giornalismo è solo all'inizio del suo cammino. Per approfondire vi consigliamo: un articolo della Stampa, che parla anche delle novità dell'agenzia Reuters, il punto della situazione di Pandemia, lo scetticismo di Mario Tedeschini Lalli, le riflessioni di Vittorio Zambardino.

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