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G20, riaperto il caso dell'edicolante morto durante gli scontri

Il video amatoriale di un turista americano riapre il caso sulla morte dell'edicolante londinese Ian Tomlinson durante il G20 da poco concluso nella Capitale del Regno Unito.

La prima ricostruzione dei fatti fornita dalla polizia aveva stabilito come causa del decesso un improvviso collasso cardiaco che Tomlinson avrebbe accusato mentre tornava a casa dal lavoro attraversando le strade del centro di Londra, che in quel momento erano il teatro degli scontri tra agenti e manifestanti. Sempre secondo la nota ufficiale della polizia, il soccorso prestato dai polizziotti sarebbe stato interrotto dal lancio di pietre e altri oggetti da parte dei contestatori e lo sfortunato edicolante sarebbe morto in ospedale poco dopo il ricovero.

Sin dall'inizio questa versione dei fatti ha suscitato qualche dubbio tanto che, soprattutto al di fuori del Regno Unito, si è da subito parlato di una morte dovuta agli scontri fra manifestanti e polizia. Ora ad incastrare la polizia è spuntato il video di un manager di New York, dove si vede Ian Tomlinson colpito da una manganellata e spinto a terra da un agente mentre cercava di superare pacificamente il cordone della polizia. Il video, diffuso dal quotidiano The Guardian, ha fatto riaprire le indagini e la Commissione Indipendente che vigila sull'operato delle forze dell'ordine ha avviato un'inchiesta per accertare se gli agenti abbiano avuto una parte di responsabilità in quanto accaduto.

Sul Web è soprattutto Indymedia, network indipendente di informazione, a raccogliere e diffondere notizie e aggiornamenti sull'accaduto: la versione della polizia era stata giudicata sin dall'inizio poco attendibile grazie anche alle testimonianze video raccolte subito dopo la morte dell'edicolante.

Guarda il video dell'aggressione della polizia

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