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Facebook si butta in politica

  • LaPresse

Nell'era della comunicazione politica online trash è fondamentale fare i passi giusti ed utilizzare in maniera corretta i social network.

E proprio le reti sociali stanno entrando sempre di più nel dibattito politico e nell'agenda setting condizionando scelte e decisioni. Ed è per questo motivo che Facebook ha aperto qualche giorno fa il suo Political action commitee (PAC), necessario in Usa se si vuole foraggiare la politica ed essere incisivi sulle elezioni.

Tutte le multinazionali ne hanno uno e influenzano la storia politica di un Paese: secondo Zuckerberg in questo modo gli impiegati potranno sostenere un candidato o meno a seconda della condivisione degli obiettivi. Fino ad ora c'era un solo ufficio che ora invece conta 12 lobbisti e che potrà avere sempre più peso nelle scelte politiche degli americani. E anche del resto del mondo.

D'altronde Facebook è il social forum più grande al mondo con i suoi 800 milioni di iscritti di cui 150 milioni in Usa dove con i PAC si influenzano milioni di leggi del Congresso grazie al tipo di Costituzione americana dove la libertà di espressione viene al primo posto. In questo modo però tutte le nostre informazioni diventano proprietà della politica, qualunque essa sia.

Google nel 2006 aveva già aperto il suo PAC spendendo attualmente circa 2,06 milioni di dollari per le lobby con circa 18 studi professionali al lavoro. Microsoft con Bill Gates è stata tra le prime grandi aziende ad attuare questo sistema e infatti ha subito tante cause dall'antitrust.

Subito dopo l'annuncio il valore delle azioni di Facebook è leggermente sceso ma sicuramente si riprenderà a causa del suo futuro da 'mobile company': tra qualche settimana Facebook potrebbe diventare quindi anche un operatore mobile.

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