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Facebook non controlla le nostre emozioni: il social si scusa, è stato un errore di comunicazione

La questione di Facebook e del test che avrebbe condotto nel 2012 per studiare le nostre emozioni sarebbe stato un fatto “comunicato male”: queste le scuse parziali dell'azienda di Mark Zuckerberg che, per la prima volta dallo scoppio della polemica, torna a parlare della vicenda.

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È la chief operating officer Sheryl Sandberg, a intervenire a nome del social network, spiegando come lo scandalo sia stato ingigantito e in parte, confuso: si tratta semplicemente, ha dichiarato la donna in visita in India, di una semplice ricerca di mercato, durata una sola settimana e che non è andata, in alcun modo, a intaccare la privacy degli utenti coinvolti. È stato un esperimento mal comunicato, continua la donna, e per questo se ne scusa a nome di tutta la sua azienda, ma certo non è stata quello scandalo di cui, in tanti, hanno parlato. Una questione chiusa? Non si sa, troppo pochi sono i dettagli forniti dalla donna, che lasciano ancora parecchi dubbi su come sia andata, nel dettaglio, la vicenda.

Ma Facebook era già intervenuto una prima volta sulla questione, a poche ore dalla pubblicazione della famosa ricerca andando a sottolineare quanto questa fosse, in realtà, legale: tra le tante, forse troppe, clausole da accettare per l'iscrizione (quelle che quasi sempre nessuno legge), infatti, si possono trovare anche note proprio che riguardano l'intero trattamento dei nostri dati che, spesso non consideriamo neanche.

Non è solo il social network a parlare della questione: negli scorsi giorni è intervenuto addirittura il garante della privacy della Gran Bretagna che, a detta del Financial Times si è già mosso per chiedere un risarcimento, una multa di 500mila sterline all'azienda di Mark Zuckerberg. Si tratta di una segnalazione che ha già messo in moto un'indagine da parte dell'ICO ( Information Commissioner’s Office) britannico che, forse, scoprirà la verità su quanto sia stato lecita l'indagine di Facebook sul controllo delle nostre emozioni e se, quindi, le sue scuse parziali di Sheryl Sandberg saranno sufficienti.

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