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Facebook e pseudonimi: il social si scusa con le drag queen e con tutta la comunità LGBT

La polemica tra Facebook e la comunità LGBT, scoppiata ormai da qualche settimana, è un punto di svolta: il social network ha capito il suo errore, si è scusato, e ora cerca di rimediare. Ma che cosa ha scatenato questa vicenda che ha assunto, in breve tempo, un così importante ruolo mediatico? E come hanno reagito le varie parti?

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Tutto è iniziato quando alcune drag queen, tra cui Sister Roma e Lil Miss Hot Mess, poi entrambe portavoce della questione, non sono riuscite a effettuare la registrazione a Facebook con i loro nomi d'arte. O, meglio, sono state costrette dallo stesso social network a cambiare il nome del profilo ufficiale con quello registrato all'anagrafe e utilizzare quello precedente per creare una fan page. Una decisione che non è stata accettata di buon grado da tutta la comunità LGBT che, oltre a chiedere spiegazioni e soluzioni a Mark Zuckerberg e i suoi, ha deciso di emigrare verso un'altra piattaforma, Ello, che in pochi giorni è stata letteralmente presa d'assalto.

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Facebook ha, così, deciso di rispondere, scusandosi, spiegando il perché di tali politiche e promettendo un cambio di rotta. I vari profili delle drag queen, dei drag king e di tutte le persone coinvolte nelle polemiche delle scorse settimane sono finiti sotto l'occhio del team della sicurezza a seguito di segnalazioni effettuate da alcuni utenti, insieme a quelle, questa volta reali, di truffe, violenza, bullismo. Tra le centinaia di migliaia di segnalazioni, il 99% delle quali si rivela corrispondere a malintenzionati, sono, così finiti, per sbaglio, anche Sister Roma e gli altri protagonisti della vicenda.

Si è trattato quindi di un errore, fatto in buona fede ed è proprio lo stesso Chris Cox, CPO del social network che, dopo essersi scusato con “la comunità drag queen, drag king, transgender e alla comunità estesa dei nostri amici, vicini e membri della comunità LGBT per il disagio che vi abbiamo creato nel gestire i vostri account Facebook nelle passate settimane”, ha promesso di attuare nuove regole più elastiche per quanto riguarda l'obbligo di utilizzare nomi reali su Facebook.

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