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Facebook contro pedofilia: apre server per inchiesta giudice Milano

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Un episodio che entra nella storia dei social network: Facebook ha aperto i suoi server centrali, che si trovano in California, e ha messo a disposizione dati e informazioni alla magistratura milanese che sta indagando sul caso di un presunto pedofilo che avrebbe adescato decine e decine di ragazzine via chat.

È la prima volta che Facebook, interpellato dall'Autorità giudiziaria italiana attraverso una rogatoria negli Usa, ha deciso di mettere a disposizione il contenuto di conversazioni via chat sul social network: il tutto su cd, prima custoditi dall'Fbi, è poi arrivati a Roma tramite l'ambasciata e infine al Palazzo di Giustizia di Milano.

File informatici, poi decriptati da un perito, trasmessi “grazie all'imprescindibile collaborazione prestata dagli Stati Uniti d'America, sensibilissimi nella lotta comune, con tutti gli strumenti a disposizione delle nazioni civili, alla pedofilia e con fattiva collaborazione” del ministro della Giustizia, Paola Severino.

Questa, in breve, la vicenda: lo scorso 20 marzo Gianluca Mascherpa, 50 anni e allenatore di pallavolo femminile, era stato condannato, con rito abbreviato, a 11 anni e 4 mesi di carcere per le accuse di pornografia minorile e violenza sessuale. Secondo l'accusa, l'uomo avrebbe usato un falso nickname su Facebook per portare avanti relazioni “sentimentali virtuali” con numerose ragazzine, anche minori di 14 anni, inducendole a spogliarsi e compiere atti sessuali davanti alla webcam. Si parlava, però, di un “numero imprecisato di minori”.

Per questo motivo il giudice ha disposto una perizia informatica e avviato una rogatoria negli Usa per “ottenere copia del materiale informatico ancora allocato nei server dei social network su cui l'imputato aveva l'abitudine di intrattenersi”. Facebook assieme a Netlog, altro social network che utilizzava l'imputato, hanno dato l'ok.

Il perito ha individuato, così, circa 400 contatti via chat e “decine e decine”, se non “centinaia” di bambine cadute “vittima”.

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