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Facebook attaccato da editori: scoppia caso Calcionapoli24.it

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Facebook fa arrivare contenuti, vari e sempre aggiornati, a tutti e dappertutto. Ma non a tutti sta bene. E' il caso dei piccoli editori che hanno investito molto sulla possibilità di acquisire maggiore visibilità grazie al social network. Tutto bene fino a un certo punto: quando si è scoperto che lo stesso tipo di contenuto, pubblicato sulle stesse pagine, e che fino a poco tempo prima otteneva ottimi risultati in termini di visite, adesso raggiunge un numero decisamente basso di utenti: un cambio di trend dovuto a una precisa volontà di Facebook che dal 5 dicembre ha cambiato strategia in termini di investimenti pubblicitari.

Ad accorgersene l’editore di CalcioNapoli24.it, Salvio Passante che si è subito rivolto al tribunale di Nola lamentando un crollo delle visite al suo portale, da sempre punto di riferimento dei tifosi napoletani. Addirittura, secondo Passante, il calo delle visite nell'ultimo anno sarebbe stato del 60%.

"Ho fondato il sito nel 2010. Prima della modifica dell’algoritmo di giugno 2012 dalla pagina fan di Facebook arrivava più del 70% del traffico. Adesso è crollato di più della metà. Da un lunedì all’altro, dopo l’ulteriore e più recente intervento - ha spiegato - Ho perso 80mila visite. Se va avanti così il mio progetto rischia di essere tagliato completamente fuori dal mercato con un conseguente ridimensionamento dell’azienda”.

Il problema sta tutto nella cosiddetta “visibilità organica”. “Negli ultimi due anni, da quando si sono quotati in Borsa, l’hanno abbassata quattro volte - ha proseguito l'editore - Ho cercato di capire come poter intervenire e mi sono rivolto alla sede italiana di Facebook, loro mi hanno messo in contatto con Dublino. Mi sono anche recato in Irlanda e mi hanno chiesto un investimento pubblicitario da 10mila euro mensili”. Una cifra che avrebbe permesso a Calcionapoli24 di tornare alle visite di un tempo, aggiungendo i propri tifosi con i newsfeed, la sezione di Facebookdove scorrono le notizie.

In pratica senza investimenti i link non circolano da soli. Passante ha deciso, con altri 5 editori di rivolgersi anche all’Antitrust: "La normativa che sottoscriviamo con un semplice clic, ci rende anche deboli dal punto di vista più strettamente giuridico. Troviamo tutto questo vessatorio e particolarmente oneroso per noi piccole aziende". Già perché iscrivendosi a Facebook si stipula "un contratto che viene continuamente modificato senza preavviso. Loro iniziano a creare dipendenza garantendo un servizio gratuito e allo stesso tempo ottengono una profilazione degli utenti che possono rivendere ad altri inserzionisti".

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