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Microsoft, nuova maximulta per Explorer?

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Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Microsoft rischia di ricaderci. E stavolta, di pagare ancor più salato il suo vizietto. Vale a dire – come ti sbagli? – non offrire browser alternativi sui suoi sistemi operativi. Nello specifico, dagli uffici di Buxelles la procedura in corso, che rischia appunto di costare al gigante di Redmond una maximulta miliardaria, sono infuriati per Windows 7. Sembrava che Microsoft avesse promesso più libertà per gli utenti europei, inserendo una schermata per scegliere altri browser: è durata per un po', ed è sparita con il Service Pack 1 di Windows 7.

Il commissario europeo per la concorrenza, lo spagnolo Joaquin Almunia, ha illustrato con chiarezza la situazione che inchioda Microsoft: "Da febbraio 2011 ventotto milioni di utilizzatori di pc" su cui è installato Windows 7 Service Pack 1, non hanno più avuto la possibilità di accedere alla schermata che permette di scegliere altri browser. Un problema, e pure grosso, perché l'azienda si era impegnata a tenere questa opzione attiva almeno fino al 2014. E invece ha tentato di farla fuori più di tre anni prima. "È la prima volta che ci capita che accordi obbligatori non siano rispettati – ha rincarato il commissario iberico – Microsoft non ha mantenuto gli impegni presi nel 2009''.

L'indagine, dunque, è aperta. E l'importo della multia rischia di raggiungere vette notevoli, forse di superare perfino quei mitici 899 milioni di euro imposti dall'allora commissario Ue Neelie Kroes (che andavano ad aggiungersi ai quasi 500 di Mario Monti, quattro anni prima). Si parla del 10% del fatturato, che per Microsoft si è aggirato nel 2011 sui 70 miliardi di dollari.

Steve Ballmer, ad di Microsoft, si è scusato immediatamente spiegando che il problema "è dovuto a un errore tecnico, alla nostra mancanza nella consegna del software Browser Choice Screen (BCS con consente la scelta tra più browser) sui PC con il Service Pack 1 in dotazione come aggiornamento di Windows 7’’. Insomma, un baco che da Redmond dicono di aver iniziato a risolvere. Ma Almunia non molla, e già guarda a Windows 8.

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