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Elezioni Usa 2012: Twitter Bombs per gli indecisi dell'ultimo minuto

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L'ultima parola ai tweet. A poche ore dalle elezioni presidenziali americane, gli indecisi si affidano alle “Twitter bombs”. Si tratta di una precisa strategia spam che mira a far circolare sul social network un numero elevato di tweet che spingono verso idee e argomenti dei due diversi candidati, tanto da far balzare alcune parole chiave tra i trend.

Video, Ecco cosa sono le Twitter Bombs

Una forma di attivismo e pubblicità per i candidati non proprio lecita e che potrebbe spostare davvero consensi nel testa a testa tra Barack Obama e Mitt Romney. Il fenomeno “Twitter bombs” è studiato e osservato da numerosi esperti della comunicazione che spiegano come l'orientamento di voto possa essere influenzato, proprio come accaduto già con Facebook.

Negli Stati Uniti, Panagiotis Metaxas del Wellesley College di Boston ha studiato un caso di “Twitter bombs” del 2010 nel corso delle elezioni al Senato nel Massachussetts. Negli ultimi giorni di campagna elettorale una vera e propria “fabbrica di tweet” ha generato 1000 post, retwittati ben 60mila volte. L'iniziativa era semplicemente partita da un gruppo conservatore dell'Iowa a sostegno del candidato repubblicano che poi ha vinto. “Non posso dire se ha fatto la differenza. Ma in una gara molto stretta, potrebbe essere decisivo”, ha spiegato Metaxas.

Questo tipo di rischi come le 'Twitter bombs' ci possono essere, ma bisogna interrogarsi sulla loro reale forza nell'influenzare gli utenti. - ha sottolineato Vincenzo Cosenza, studioso italiano di social network -Su Twitter si seguono le persone di cui ci si fida, non un volto o un nome di cui non si conosce l'esistenza. Può forse funzionare in una forma di 'controinformazione' ma non in questioni politiche più delicate. Ed è una forma di spam che non so quanto gli staff politici facciano e non in maniera diretta, perché è illegale”.

La vera battaglia si può giocare invece nello spingere gli elettori ad andare a votare visto che l'astensionismo è uno dei problemi principali delle elezioni – ha osservato il responsabile della sede romana di Blogmeter - Facebook l'ha fatto nelle passate presidenziali americane, testando la reale influenza di un 'messaggio sociale' che invitava gli utenti a cliccare nel caso in cui avessero votato. La risposta veniva pubblicata sul proprio profilo e la potevano vedere gli amici che a loro volta ne potevano essere influenzati”. I risultati dell'esperimento hanno dimostrato che “il messaggio sociale ha direttamente generato 60.000 voti addizionali nel 2010. Ma il contagio virale tra gli appartenenti al social network avrebbe determinato ulteriori 280.000 voti”.

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