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Dropbox ha problemi di sicurezza, ingannati gli utenti
Il Web 2.0 ha portato una ventata di novità con siti web moderni e attivi ma non ci si è mai chiesti quanto fossero sicuri.
La tecnologia del cloud computing ormai è diffusissima tra imprese, amministrazioni e utenti e viene usata anche da molti servizi web. E però con l'aumento degli utenti cresce anche la consapevolezza sulla fragilità dell'infrastruttura IT e sulla necessità di investire anche in trasparenza.
L'ultimo caso in ordine di tempo è stato quello di Dropbox, servizio per archiviare e condividere file, che nelle ultime ore è finito nell'occhio del ciclone della Federal Trade Commission.
I dubbi su Dropbox erano già venuti giorni fa da Christopher Soghoian, un dottorando di ricerca all’Università dell’Indiana che aveva sostenuto lo scorso 20 Aprile che Dropbox non avrebbe criptato a dovere i file e gli archivi che dunque non sarebbero stati accessibili soltanto agli utenti visto che i dipendenti avrebbero potuto leggerli.
Dropbox ha risposto alle accuse con un post sul blog ed ha modificato le condizioni generali del servizio vietando espressamente ai dipendenti di visionare e usare i file. Dropbox aveva anche affermato che avrebbe messo a disposizione l'accesso ai file soltanto sotto ordinanza.
A quanto pare però i dati criptati con AES-256 non sarebbero sicurissimi tanto che la FTC ha presentato un esposto accusando Dropbox di aver mentito a milioni di utenti. E questa sarebbe una responsabilità etica che potrebbe creare non pochi addebbiti per Dropbox oltre al fatto che i file potrebbero non essere sicuri.
Intanto stanno circolando già alcune soluzioni per crittografare i file su Dropbox: tra tutte SecretSync e BoxCryptor.











