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Dopo Reader, Google blocca App anti-pubblicità

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Dopo l'annuncio della chiusura di Google Reader nel luglio prossimo, altra batosta per gli utenti del colosso di Mountain View: niente più applicazioni che consentono di bloccare la pubblicità.

Le app, rintracciabili sul Play Store, il negozio virtuale di Google, sono state censurate. A confermare la notizia direttamente un tweet di Jared Rummler, noto sviluppatore che ha spiegato come Google abbia mandato una notifica che avvisa proprio che tutti gli “Ad Blocker” sarebbero stati rimossi dallo Store.

Il messaggio inviato da Google, tra le altre cose, conterrebbe anche un 'warning': un messaggio di allerta che specifica che, in caso di ripetuta violazione dei termini d'uso, Google potrebbe decidere di chiudere l'account dello sviluppatore e chiedere addirittura il rimborso dei guadagni ottenuti con le vendite delle applicazioni.

Nel “Developer Distribution Agreement”, l'accordo con gli sviluppatori Google specifica in maniera esplicita che non è possibile interferire con altre applicazioni modificandole o variandone le funzionalità senza permesso.

A maggior ragione quando si parla di pubblicità, principale fonte di guadagno di Google, su cui fanno affidamento anche gli sviluppatori soprattutto di applicazioni gratis.

Addio, dunque, ad AdAway o AdBlock. “Una scelta unilaterale che minaccia la scelta dei consumatori”, ha ammonito Till Faida, co-fondatore di Adblock Plus. Un'altra brutta notizia per gli utenti, già parecchio infastiditi per la chiusura del servizio di feed Reader (secondo Google non sarebbe più utilizzato più come un tempo, dunque meglio indirizzare le risorse su prodotti più popolari) con tanto di petizione e protesta su Twitter con l'hashtag #savegooglereader.

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