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Dopo la Turchia, YouTube bloccato in Thailandia

La mannaia della censura continua ad accanirsi su YouTube. Dopo il caso del blocco in Turchia, ecco arrivare anche lo stop in Thailandia. Gli utenti della nazione asiatica indirizzati sul sito, venivano portati automaticamente sul portale del Ministero delle Comunicazioni e della Tecnologia, che spesso pone la censura a pagine o siti web.

Il motivo? Il Governo del paese orientale non si è pronunciato, ma alcuni cittadini hanno notato che la censura potrebbe essere scattata a causa di un video della CNN che intervista l'imprenditore ed ex-Primo Ministro della nazione Thaksin Shinawatra, le cui dichiarazioni sono non gradite al regime attualmente al potere.

Il sito è stato totalmente irragiungibile in Thailandia venerdì e sabato mattina, poi il blocco è stato rimosso, ma attualmente alcune pagine (compresa l'intervista all'ex-premier) risulterebbero ancora oscurate.

E' invece risolto del tutto il caso del ban in Turchia. Nella giornata di venerdì la corte turca ha comunicato a Turk Telekom che il sito poteva tornare visibile. Anche in questo caso, nessuna spiegazione ufficiale ma pare scontato che l'aver rimosso il video incriminato (offese ad Ataturk), sia stato abbastanza per rimuovere la censura. Quello che rimane, anche in Turchia, è lo strascico polemico di chi invoca la libertà di espressione su internet.

Dopo Brasile (col caso Cicarelli), Turchia e Thailandia, Pete Cashmore prova a chiedere quale sarà il prossimo stato a censurare YouTube: Belgio, Cina, Vietnam sono alcuni nomi fatti da lui e dai suoi lettori, per fortuna in Italia provvedimenti simili sembrano lontani dalla realtà. E voi che ne pensate? Quanto la censura ostacolerà la crescita di siti come YouTube?

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