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Decreto Romani, via la morsa sul Web

E' stato approvato dal Consiglio dei Ministri il Decreto Romani che recepisce la direttiva Ue sui servizi relativi all'audiovisivo e che tante critiche aveva scatenato per l'equiparazione del Web agli altri media.

Il decreto approvato conferma la riduzione progressiva dei tetti di affollamento orario della pubblicità per la pay tv (dal 18% al 12% entro il 2012) il mancato calcolo dei canali con denominazione +1 e +24, oltre che quelli della pay per view, che non rientrano nel limite del 20% dei programmi per ciascun operatore televisivo stabilito dalla legge Gasparri.

Il decreto torna ad imporre gli obblighi di programmazione di prodotti italiani ed europei per tutti gli operatori, pay-tv compresa (il 20% per la Rai, il 10% per le altre tv), e gli obblighi di investimento (il 15% dei ricavi complessivi per la Rai, il 10% degli introiti per le altre); confermato il divieto di trasmettere film vietati ai minori di 18 anni e programmi per soli adulti tra le 7 le 23 su tutte le piattaforme.

Ma le novità più grandi riguardano proprio il Web in quanto la nuova versione del Decreto Romani non tocca minimamente gli aspetti legati a siti Internet, Blog e prodotti realizzati online e tenta di mettere ordine solo per quel che riguarda i media lineari, i cosidetti palinsesti, che sfruttano economicamente le immagini (nello specifico tramite il live streaming, la web tv e l'Iptv) che devono dunque uniformarsi alle stesse regole delle tv.

Chi invece diffonde online servizi on demand, sfruttandoli economicamente, deve presentare una dichiarazione di inizio attività all'Agcom che non determina la valutazione dei contenuti prodotti.

(foto ©Cittadinirovereto.it)

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