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Cyberguerra fredda, Cina sotto attacco

Continua la guerra fredda sul web tra la Cina e i paesi occidentali. Dopo le pesanti accuse rivolte dal Pentagono all'Esercito cinese, reo di aver commesso il "più riuscito cyber-attacco al dipartimento della Difesa USA", ora a dichiararsi sotto attacco è Pechino.

"Negli ultimi anni il partito, il governo, gli organi militari e gli uffici nazionali di ricerca scientifica e di difesa hanno registrato diversi e gravi casi di perdita, furto e fuoriuscita di segreti e il danno all'interesse nazionale è stato importante e scioccante", queste le dichiarazioni di Lou Qinjian, viceministro dell'informazione.

Secondo le parole del membro del governo, la Cina sarebbe il bersaglio di una campagna di infiltrazione e sovversione via internet. Non manca un'accusa diretta al nemico numero 1: "Gli Stati Uniti e altre potenze 'ostili' hanno sfruttato la debolezza dell'informatica cinese e il loro dominio sulla tecnologia e gli standard per impiegare Internet a scopi di infiltrazione politica". Le altre potenze 'ostili' a cui allude il viceministro sono probabilmente Germania, Francia e Gran Bretagna, che negli ultimi giorni hanno dichiarato di aver avuto attacchi telematici simili a quello che ha colpito il sistema del Pentagono.

Lou Qinjian, le cui parole compaiono in un articolo scritto per la rivista Chinese Cadres Tribune, invita inoltre il governo a creare un'agenzia dedicata a questa particolare situazione di spionaggio: "La nuova agenzia affronterà le questioni riguardanti Internet e la sicurezza informatica dei maggiori investimenti stranieri, fusioni e acquisizioni, dei prodotti e servizi ad alta tecnologia e della cooperazione internazionale in ambito scientifico e tecnologico".

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