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Cookie Law in Italia: i chiarimenti del garante e l'effettiva utilità della legge

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La famigerata Cookie Law continua a creare malumori, confusione e proteste. Gestori di siti e di blog promuovono petizioni per l'abolizione di questa legge, mentre il garante della privacy si affretta a fornire chiarimenti ed a specificare che non farà scattare immediatamente le sanzioni per chi non si dovesse adeguare anche se, sottolinea, c'è stato un anno di preavviso. Ma chi è tenuto ad adeguarsi e quali reali vantaggi comporta questa normativa?

I siti ed i blog che non hanno cookie non sono tenuti a pubblicare nessun tipo di informativa per gli utenti del sito stesso. Chi utilizza soltanto cookie di tipo tecnico, ovvero non dedicati alla profilazione dell'utente, può limitarsi a pubblicare un'informativa in una delle pagine del blog o del sito. Non ci saranno ulteriori richieste.

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Uno dei punti più spinosi riguarda i widget legati ai social network. Se si tratta di semplici link non c'è nessuno problema, nel caso, invece, che non si trattasse di semplici link allora bisogna intervenire. La soluzione è quella di sostituirli con widget che mandano semplici link. Ne esistono per ogni tipo di social network, è sufficiente una piccola ricerca su Google per trovarli.

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L'altro argomento spinoso è l'utilità della cookie law. Sarebbe stato sufficiente obbligare i browser, che non sono tanti, ad inserire delle funzionalità per bloccare i cookie. Invece si è preferito gettare nella confusione più totale i produttori di contenuti, siti e blog, che dovranno sommergere di messaggi gli utenti che magari per tornare a visitare il sito in santa pace si limiteranno a cliccare su ok a qualunque messaggio. Oltretutto la normativa coinvolge qualsiasi sito a prescindere che sia o meno ubicato in Italia. Quindi un utente che visita un sito cinese o americano deve aspettarsi un messaggio in italiano che lo informi sui cookie. Fantascienza.

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