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Confessioni via iPhone: la Chiesa dice NO

Vi avevamo raccontato di una nuova frontiera digitale nel vivere la religione.

L'applicazione Confession ha riscosso molto clamore ed una serie di pareri discordanti: dalla pubblicità per la chiesa alla geniale trovata del marketing della software house che l'ha sviluppata.

Se alcune parti dell'istituzione religiosa americana hanno visto di buon occhio questa applicazione, tra le reazioni più forti e decise bisogna segnalare quelle della Chiesa cattolica italiana: su Avvenire infatti alcune dichiarazioni fanno pensare ad una retromarcia.

Federico Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana, ha dichiarato ai giornalisti: 'È essenziale capire bene che il sacramento della Penitenza richiede necessariamente ilrapporto di dialogo personale fra il penitente e il confessore e l’assoluzione da parte del confessore presente. Questo non può essere sostituito da nessuna applicazione informatica. Bisogna mettere l’accento su questo per evitare equivoci'.

Anche don Paolo Padrini, sacerdote della diocesi di Tortona, inventore dell’applicazione iBreviary utile a leggere testi della Liturgia delle Ore e seguire il Messale quotidiano sugli smartphone, è critico: 'usare questi strumenti non a sostituzione di una presenza fisicasacramentale ma a supporto di un’autentica ricerca di spiritualità'.

Insomma non è possibile sognare neanche lontamente di confessarsi attraverso un 'tap' su di uno schermo touchscren. O prendere l'ostia dall'iPad.

Foto: church2pointo.wordpress.com

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