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Come proteggersi dal virus Cryptolocker che trasforma i dati del pc?

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di Simone Rausi

Si chiama Cryptolocker ed è un virus informatico di tipo Trojan che, da un paio di settimane a questa parte, sta mietendo diverse vittime (anche se è in giro dalla fine del 2013). A farne le spese sono gli hardisk e i portafogli di coloro i quali lo ricevono, comodamente, nella propria casella di posta elettronica. Una volta iniettato nel proprio sistema Cryptolocker procura non pochi danni ma a questi, va da sé, è il caso di aggiungere anche la beffa in quanto, spesso e volentieri, al danno informatico si somma pure il ricatto di alcuni hacker. Ma capiamo meglio come funziona.

Come difendersi da virus Priyanka di Whatsapp

Fino a questo momento, la diffusione di Cryptolocker è avvenuta solo ed esclusivamente attraverso i client di posta elettronica. Il più delle volte, le mail contenenti il virus, provengono da presunti istituti di credito o da enti che si occupano di poste e spedizioni. A contenere il virus, a quanto pare, sarebbe l’allegato della mail. L’utente è invitato ad aprirlo in quanto promette di contenere indicazioni ingannevoli su presunte spedizioni a suo favore o finte transazioni economiche da approfondire. Come spesso accade, l’allegato in questione è un file con estensione .zip ma fate attenzione anche agli apparentemente innocui pdf. Anche questi sarebbero in grado di iniettare Cryptolocker. E a questo punto che succede?

Il virus rende inaccessibili tutti i tuoi dati criptando il contenuto delle memorie del tuo pc e di tutti quelli collegati in rete. Spesso non ci si accorge immediatamente della truffa (Cryptolocker non è uno di quei virus che agisce immediatamente sul funzionamento del sistema). Il più delle volte, però, ad aiutarti a fare mente locale ci pensano i criminali informatici responsabili del danno che chiedono un riscatto (solitamente di centinaia di euro in bitcoin, la moneta da spendere online) per ricevere un programma di decodifica indispensabile per decriptare i propri dati ed accedere così a tutti i documenti salvati.

Manco a dirlo, le precauzioni da prendere consistono tutte nell’attenzione durante la consultazione della propria posta elettronica. Non aprite messaggi da mittenti sospetti e, in ogni caso, state lontano da allegati non richiesti. Installate un buon antivirus e, di tanto in tanto, fate un backup dei vostri dati (o perlomeno memorizzate i documenti più importanti in delle memorie esterne). Per chiarimenti ed eventuali denunce approfondite sul sito www.commissariatodips.it.

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