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Carcere per chi pubblica foto di bambini sui social network?

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Se a proteggere i figli non ci pensano i genitori, c’è la legge che mette un freno allo sfruttamento dell’immagine dei bambini sui social network: questo accade già in Francia, ma presto uno scenario simile potrebbe presentarsi in Italia.

Facebook, ancora novità per la privacy degli utenti del social network

Dura la risposta delle autorità transalpine alla crescita del fenomeno dell’esibizionismo via Facebook o Instagram di mamme e papà dediti allo scatto compulsivo, con pene severe previste a carico di chiunque posti foto di minorenni senza autorizzazione.

In particolare, il governo di Parigi ha stabilito che la parte lesa possa rivalersi anche a distanza di diversi anni, magari subito dopo il raggiungimento della maggiore età, sul genitore responsabile della pubblicazione di immagini prive del consenso del diretto interessato.

La pena stabilita dalla giustizia transalpina nei confronti dei titolari di profili social chiamati in causa da terze persone per diffusione di materiale fotografico a contenuto sensibile e quindi lesivo della privacy è di un anno di detenzione o 35mila euro di multa, in riferimento ai casi più gravi.

(Pedofilia online, nuove indagini della Polizia Postale: è allarme in Italia? Video)

Chiave di volta dell’ordinamento francese l’obbligo di responsabilità dei genitori rispetto ai diritti legati all’immagine dei loro figli, che lo Stato avrà il dovere di tutelare nelle forme consentite dalla legge e su richiesta del soggetto interessato.

Proprio in questo periodo in tutto il mondo, Italia compresa, si sta tornando a discutere di allarme pedofilia online, in virtù di nuove inchieste sull’incontrollata diffusione di foto sui siti per adulti “rubate” dai social network grazie all’involontario contributo di madri e padri dei bimbi attenzionati dagli orchi della rete.

Sembra addirittura, stando ai dati resi noti di recente dall’Australian Children’s eSafety, che quasi la metà degli scatti a contenuto hot inseriti e condivisi dai pedofili nei vari portali web di riferimento provengano direttamente dalle bacheche virtuali di Facebook e Instagram, facilmente accessibili ai malintenzionati di turno.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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