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Bullismo online, rimandato il processo a Google

È stato rimandato al 29 settembre uno dei processi più importanti per le sorti del web. In aula, sul banco degli imputati ci sono i dirigenti di Google accusati di essere i responsabili della diffusione del video in cui dei ragazzi di una scuola di Torino picchiavano un loro compagno affetto dalla Sindrome di Down.

Dalla parte dell’accusa ci sono i familiari del ragazzo, il Comune di Milano, l'associazione ViviDown e il pm Francesco Cajani che hanno intentato la causa affinché si possa stabilire una volta per tutte se Google, proprietaria di YouTube, possa essere ritenuta oggettivamente responsabile per la trasmissione delle immagini e, se riconosciuta colpevole, quale sanzione debba pagare.

La linea difensiva dell’azienda di Mountain View è stata espressa da un portavoce che ha dichiarato: "E' come processare i postini per il contenuto delle lettere che portano". Un controllo dei video uplodati, comunque, sarebbe davvero difficile visto che, nel mondo, vengono caricati 28.800 ore di filmati al giorno.

Il processo è fondamentale perché qualunque sia la decisione creerà un precedente a cui far riferimento per quanto riguarda la privacy e le responsabilità sul territorio virtuale. Intanto il primo testimone, un ingegnere dell’azienda, avrebbe dovuto testimoniare ma mancava l’interprete. Quello d’ufficio era ammalato e questo ha fatto slittare l’udienza.

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