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Black-out 2.0 a San Francisco, il web si ferma

Nella giornata di ieri un black-out ha paralizzato il quartiere SOMA di San Francisco, lasciando al buio 20.000 persone. Ma la mancanza di luce ha coinvolto anche milioni di navigatori, visto che diversi siti sono andati offline perché risidevano in server della città.

Technorati, Livejournal, Vox, Typepad, Craigslist, Yelp, AdBrite, Netflix, Sun Microsystems: sono questi i siti ospitati dal datacenter 365Main, rimasto senza corrente elettrica. Non si è riuscito ad evitare i danni del blackout, e perciò i siti coinvolti sono rimasti effettivamente oscurati al pubblico per alcune ore. Difficile conteggiare il numero di internauti danneggiati, ma considerando che si tratta di siti popolari e piattaforme di blog, ad aver subito indirettamente i danni del blackout californiano sono state diverse milioni di persone.

Il blackout è durato due ore, dalle 14 alle 16 ora locale, così la sera si è tornati alla normalità con lo splendido skyline dei grattacieli illuminati (foto). Tutti i gestori dei siti coinvolti sono rimasti spiazzati e dispiaciuti dall'evento, non potendo fare molto per risolverlo. "Dipendiamo da loro, ed è orribile - ha commentato il popolare blogger Seth Grodin - però se rimaniamo un giorno senza bloggare non sarà certo la fine del mondo".

Di questo blackout 2.0 c'è anche un aspetto particolarmente divertente: proprio ieri il dataserver coinvolto aveva pubblicato comunicato stampa in cui vantava con orgoglio due anni di servizio ininterrotto, con sistemi di backup fatti per rimanere online anche in caso di eventuali blackout. Sistemi che, poche ore dopo, hanno dimostrato decisamente di non funzionare!

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