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Blackberry: simbolo della rivoluzione smartphone, ora il tracollo

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Ha creato un nuovo modo di concepire il mobile, ma è, poi, affondato sotto i colpi di iPhone, Galaxy e co. Così si è avviata la parabola discendente di Blackberry. Certo nel 1984, quando Mike Lazaridis lasciò l'Università di Waterloo per fondare Research In Motion con un amico non immaginava che entro il 2009 il gruppo sarebbe diventato un vero e proprio punto di riferimento per le aziende con il suo BlackBerry, lanciato sul mercato nel 1999.

Dopo un successo davvero veloce e inaspettato, però, anche il tracollo di un marchio che ha portato a una vera e propria rivoluzione nel settore della telefonia mobile, è stato altrettanto rapido.

Jim Balsillie, ai vertici della società dal 1992, sottovalutò la concorrenza quando nel 2007 sminuì l'arrivo sul mercato del primo iPhone. “Si tratta di un ulteriore concorrente in uno spazio già affollato e con molte scelte a disposizione dei consumatori...ma è esagerato sostenere che determini una profonda trasformazione per BlackBerry", spiegò.

Il co-amministratore delegato, però,si sbagliava visto che la quota di mercato è scesa dal 50% nel 2009 ad appena il 3% attuale. La società canadese, insomma, ha compiuto una serie di errori di valutazione, e non è stata abbastanza incisiva nemmeno nel 2011 quando ha laciato l'anti iPad con il suo PlayBook: pessime recensioni e vendite deludenti hanno fatto il resto, e Blackberry va sempre più giù.

Per provare a uscirne è stato nominato un comitato speciale per valutare le ipotesi per il futuro: tra le possibilità quella di tornare private company con addio a Wall Street, nuove partnership e progetti per nuovi smartphone, questa volta di fascia più economica.

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