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Berlusconi, il mistero del logo chiarito sul web

Il fuoco stava cominciando ad accendersi, causando non poco polverone e rendendo ancora più instabile il clima politico italiano fino a quando l'errore è stato svelato e tutto si è risolto. Almeno in apparenza.

Il senatore Francesco Pancho Pardi dell'Italia dei Valori aveva infatti denunciato che "il Tg1 delle 20 e il Tg3 delle 19 hanno mandato in onda un servizio con immagini taroccate dell'intervista che la Cnn ha fatto al presidente Berlusconi".

Sembrava infatti che qualcuno avesse aggiunto a destra del premier il logo del Pdl per le Europee ma la spiegazione circa l'accaduto è arrivata nella serata di ieri con un comunicato congiunto dei direttori del Tg1 Andrea Giubilo e del Tg3 Antonio Di Bella: "nessuna immagine taroccata nei servizi su Berlusconi. Il Tg1 e il Tg3 hanno mandato in onda un servizio confezionato con immagini del premier da un'intervista alla Cnn e dichiarazioni da un’intervista all’emittente sarda Videolina. In queste ultime compariva il simbolo di lista. Nei servizi era chiaramente indicata la fonte di immagini e sonori. Può aver tratto in inganno il fatto che la location delle interviste fosse simile. Fatto sta che i due telegiornali non hanno taroccato nulla ed è grave il solo sospetto che il servizio pubblico possa modificare delle immagini, tanto più in periodo elettorale".

A sua volta il direttore di Videolina, Bepi Anziani, ha fatto sapere che l'emittente sarda è entrata "dopo la Cnn e abbiamo trovato una location naturale con il simbolo della Pdl incollato su una colonna trasparente posta accanto al presidente. In serata, gratuitamente, abbiamo dato le immagini ai tg nazionali".

A spiegare l'accaduto è stato anche il blog CattivaMaestra che ha ricostruito perfettamente cosa è successo sostenendo "che le immagini fossero tratte da due diverse interviste era anche chiaramente segnalato dall'autore del pezzo per il Tg1" e smascherando tutti i giornali online che sono caduti nella trappola "a causa di una imbeccata errata dell'IdV raccolta dall'agenzia di stampa ApCom" e parlando di "piccola bottega degli orrori giornalistici made in Italy".

Ma anche se è arrivata la spiegazione relativa al fatto che si è trattato dell'assemblaggio di due sonori, immagini e interviste diverse, una alla Cnn e un'altra alla tv sarda Videolina, Pardi ha fatto sapere di aver "lanciato la questione nell'Ufficio di presidenza e mi riprometto di portarla anche in commissione. Giubilo e Di Bella hanno dato una risposta minimizzatrice, banalizzante, senza spiegare perché bisognava ricorrere a Videolina. Se uno ha le immagini Cnn perché fare un pezzo di servizio con quelle e poi utilizzare quelle di Videolina? Nonostante la loro replica, è rimasta l'idea di un "pataccone", non so se consapevole, di una falsificazione".

La questione sarà discussa oggi da parte dell'Ufficio di presidenza della Vigilanza ma, allo stato attuale, sembra proprio che non ci sia alcun caso su cui discutere.

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