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Berlusconi dice di voler regolamentare Internet

A gennaio l'Italia presiederà il G8 e così Silvio Berlusconi lancia un'idea: far inserire nell'agenda delle decisioni da prendere anche una proposta di legge per la regolamentazione di Internet.

Una proposta che in qualche modo riprende quella avanzata due anni fa circa da Tim O’ Reilly e Jimmy Wales, fondatori di Wikipedia, i quali avevano però chiesto che fosse codificata quella che in gergo si chiama netiquette.

Berlusconi va oltre e, utilizzando definizioni poco appropriate, dice di voler portare "sul tavolo una proposta di regolamentazione di Internet in tutto il mondo, essendo Internet un forum aperto a tutto il mondo".

Al di là delle parole utilizzate, Berlusconi ha spiegato che si tratterà di una proposta fatta con una "prospettiva internazionale, in cui l'Italia possa essere avanguardia".

Ma la Rete non si è fatta attendere e il "forum aperto a tutto il mondo" ha iniziato a manifestare il suo dissenso.

Luca Sofri sul suo blog scrive che Berlusconi ha parlato senza cognizione di causa e forse già a breve si sarà dimenticato la proposta aggiungendo che "le regole non sono una cosa sbagliata, in generale. Il problema è capire di quali regole parliamo. Se ciò che avviene in rete risponde alle norme e alle leggi su cui siamo d'accordo per quel che riguarda il mondo precedente a internet (se per esempio l'Iran allineasse le sue regole su internet alle nostre) non c'è niente da protestare contro le regole e la loro applicazione. Se si tratta di inventarne di nuove, allora protesteremo, come è avvenuto solo poche settimane fa su una minaccia e un progetto assai più seri e concreti".

Massimo Mantellini sostiene invece che ogni preoccupazione sulla questione è inutile vista la scarsa influenza di Berlusconi a livello internazionale.

PoliticaBlog si interroga preoccupato su cosa voglia dire "regolamentare Internet. Cosa voleva dire? Regolamentare uguale controllare, chiudere, vigilare?" mentre CattivaMaestra ironizza sulla questione sostenendo che la nuova Rete "sarà interrotta ogni venti minuti da una televendita di materassi, sarà rapida e scattante come Davide Mengacci e sarà libera... di esprimere solo le idee del Cavaliere. Insomma, la nuova Internet sarà il Tg4".

C'è anche chi, come il blog Netizen clandestino propone di “oscurare il sito con un a pagina nera, il logo, il video ed il testo del nostro messaggio” a dimostrazione della clandestinità di tutti i blog italiani e accorpando l'idea di Berlusconi a quella di chi vorrebbe invece regolamentare i blog in Italia.

Quale sarà il vero futuro di Internet resta dunque cosa sconosciuta e, ad oggi, sembra quasi facile sostenere che ancora una volta poche parole bastano a scatenare un putiferio e che questo putiferio sarà probabilmente inutile vista la vacuità delle parole e delle idee stesse...

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