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Beppe Grillo cerca consulenti legali per blogger querelati

Beppe Grillo, in procinto di lanciare il suo nuovo partito, lancia anche un'iniziativa destinata a far discutere: la tutela legale per i blogger querelati.

Grillo scrive sul suo blog che "la querela è un'arma da ricchi. Usata per intimidire. Per tappare la bocca. Per togliere i mezzi economici all'avversario" e per questo andrebbe "depenalizzata" perchè "di solito chi querela sono i politici e i rappresentanti delle cosiddette istituzioni, mai i cittadini".

Il blogger-politico sostiene inoltre che "la maggior parte dei blogger non ha soldi, e neppure l'abitudine a essere querelata da un potente che può usare, talvolta anche a carico dello Stato, avvocati di grido" e per questo motivo "l'intera Rete è a rischio querela".

Poi l'appello di Beppe Grillo: "chiedo a tutti gli avvocati che mi leggono che vogliono difendere gratuitamente i blogger di inviarmi i loro riferimenti. Li inserirò in una lista sul blog. Per i casi più complessi metterò a disposizione i miei avvocati, che ormai vantano una certa esperienza. Nel blog sarà disponibile a settembre un'area di aiuto per i blogger querelati con i fatti da sapere per difendersi, gli studi legali cui rivolgersi e l'elenco delle cause in corso contro le pubblicazioni in rete".

Immediate le reazioni della Rete e dei blogger con un commentatore del blog di Massimo Mantellini che scrive: "se prevenire è meglio che curare, più modestamente sarebbe utile una FAQ per non farsi querelare, utile anche ai commentatori".

Lo stesso Mantellini sostiene che Beppe Grillo "non è esattamente la persona più adatta a mettere in piedi ua cosa del genere" ma che l'iniziativa è interessante e già proposta qualche tempo fa.

Mantellini infatti scriveva: "penso da tempo che non sarebbe una cattiva idea se esistesse una struttura di aiuto, un sito web nel quale raccogliere informazioni di tipo legale al riguardo e competenze, nel quale una sorta di organizzazione di mutuo soccorso possa, nei sempre piu’ frequenti casi in cui ci si trovi di fronte a querele palesemente infondate che ledono vistosamente il diritto all’opinione, fornire assistenza anche legale gratuita. Gratuita per gli ingiustamente querelati, ma pagata con i soldi di tutti noi che teniamo in un qualche conto la libertà di espressione in rete".

A questo punto l'intervento di Beppe Grillo potrebbe diventare utile sempre se, e lo sottolineamo, il tutto non diventi solo e soltanto un pretesto per fare politica spicciola e da quattro soldi...

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