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Basta password: tutti pazzi per OpenID

Una tra le realtà più interessanti che si propongono di darci una mano nel sempre più difficile compito di avere numerosi nomi utenti e altrettante password (tutte da ricordare, e possibilmente diverse tra di loro), si chiama OpenID.

Prima di spiegare come funziona OpenID, possiamo attestare la sua autorevolezza conquistata sul campo, ricordando tutte le grandi aziende che stanno decidendo di supportare questo sistema per il login nei propri siti: Microsoft, AOL, Wikipedia, LiveJournal, Yahoo!, Technorati. Una serie di nomi niente male, a cui da oggi si aggiunge anche Digg. Kevin Rose, il capo di Digg, durante un discorso alla conferenza Future of Web Apps, ha annunciato che entro fine anno anche il suo sito permetterà agli utenti di loggarsi utilizzando il proprio OpenID.

Da Wikipedia, la descrizione di OpenID: "Si tratta di un network distribuito e decentralizzato, nel quale la tua identità è un URL, e può essere verificata da qualunque server supporti questo protocollo. Sui siti che supportano OpenID, gli utenti Internet non hanno bisogno di creare ed amministrare un nuovo account per ogni sito prima di accedervi. Al contrario, solo una autenticazione con un sito sicuro che supporta OpenID è necessario; questo sito può quindi fornire una dichiarazione dell'identità dell'utente agli altri sito che supportano l'OpenID. La filosofia è differente dal single sign-on, in cui l'autenticazione gioca il ruolo chiave, poiché non si basa su un meccanismo di sicurezza. Per questo motivo, OpenID non è indicato per essere usato su account sensibili (banche, acquisti online e così via)."

Ma come funziona esattamente OpenID, ed è un sistema di autenticazione sicuro? Per le risposte a queste ed altre domande, vi consigliamo di leggere questa guida scritta da Cesare Lamanna per Html.it.

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