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Banda larga in Italia: i fondi bloccati, oppure no?

Prima ci avevano detto che sarebbe stato stanziato più di qualche migliaia di euro per lo sviluppo della banda larga, poi che non sarebbe stato stanziato niente e ora che sarà stanziata solo una parte di quanto previsto.

La questione della banda larga, in Italia, diventa così un caso politico che la maggioranza di Governo deve affrontare nel più breve tempo possibile.

Prima dell'estate, infatti, i fondi destinati alle infrastrutture e ammontanti a circa 800 milioni di euro, sono stati analizzati dal Cipe che aveva dato il suo parere favorevole ma qualche giorno fa il Governo ha annunciato che tali fondi resteranno bloccati almeno fino a quando l'Italia uscirà dalla crisi.

Poi si scopre che il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha chiesto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di sbloccare questi fondi per rimettere in moto l'economia visto che la banda larga porterebbe lavoro a 50.000 addetti e consentirebbe di aprire 33.000 cantieri, con un impatto positivo sul Pil pari a 0,2 punti percentuali.

AssoInternet aveva preso posizione contro la decisione del Governo sostenendo che "il governo non ha capito, a differenza delle aziende, che la banda larga serve per uscire dalla crisi, creare posti di lavoro, aumentare il prodotto interno lordo".

Proteste condivise da tutti e che mettono in luce una situazione davvero critica per quel che riguarda le Tlc in Italia: se l'Europa e il mondo si adeguano e guardano avanti cercando di ridurre il gap tra una zona e l'altra, l'Italia resta indietro e si affanna a non trovare soluzioni che oltre a ridurre il digital divide potrebbero stimolare l'economia ad una reazione che tarda ad arrivare.

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