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Piccoli bambini crescono sui social network

Il rapporto tra i genitori e la Rete, i bambini e Internet sembra sia sempre più complicato.

Ad esempio ha scatenato qualche reazione su Friendfeed il thread dove Gianluca Neri, noto blogger su Macchianera.net, ha comunicato di aver creato un profilo di Twitter per suo figlio Tommaso di appena 12 giorni. Non dice se per scherzo o per altri motivi.

L'account è Tommasoneri ed è ovviamente aggiornato dal padre, magari si tratta solo di una burla o la volontà di espandere al massimo il concetto di nativo digitale fin dai primi passi. Informare amici e parenti sul peso del bambino, sul fatto che stia dormendo o meno può essere utile e divertente? Non c'è un limite?

E lo stesso approccio vale più o meno per chi indica su Facebook nelle informazioni personali i propri figli anche se lì hanno già un'età avanzata in quanto ci si può iscrivere dai 14 anni in su mentre sembra che su Twitter non ci siano limiti.

D'altronde sono nate applicazioni per tracciare l'attività del proprio bambino attraverso iPhone, iPad e altri device oppure per aiutare i genitori come Baby 2.0.

Ad ogni modo i bambini diventano protagonisti anche con i blog e ci sono esempi di blog scritti da giovanissimi per puro divertimento e per la voglia di raccontarsi.

Intanto per quanto riguarda i più piccoli è finito nell'occhio del ciclone anche Google con il suo concorso Doodle4Google: secondo i genitori per partecipare al concorso Google avrebbe raccolto troppi dati sui bambini e nello specifico gli ultimi numeri della previdenza sociale.

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