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Anonymous rilascia delle guide per scovare e distruggere profili Isis: "Cerchiamo reclute #WeNeedYou"

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di Simone Rausi

Anonymous, la rete di hacker attivisti che ha dichiarato guerra all’Isis (è già riuscita a bloccare oltre 5000 account connessi allo stato islamico su twitter) è alla ricerca di nuove reclute. La campagna è partita accompagnata dall’hashtag #weneedyou che ricalca la famosa frase dello zio Sam usata dall’esercito americano per il reclutamento militare durante le guerre mondiali. All’appello sono chiamati tutti, esperti di informatica e profani del mezzo.

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Anonymous ha infatti lanciato in rete tre guide destinate anche ai “nuibbi”, coloro i quali con l’hackeraggio non hanno mai avuto a che fare. A riferirlo (e a riportarle) è la fonte Next web. In particolare, una delle guide servirebbe a comprendere innanzitutto come cercare gli account connessi al califfato. Ci sarebbero addirittura le istruzioni per preparare un bot, una sorta di software, che scandaglia la rete in cerca di profili e canali connessi alla jihad.

Le altre guide sono invece destinata alla parte operativa. Anche in questo caso, su uno sfondo nero e con una paginazione per nulla amichevole (la schermata ricorda i vecchi dos), si troverebbero le istruzioni per compiere attacchi veri e propri finalizzati a far saltare in aria siti internet e profili social. L’obiettivo di Anonymous resta comunque quello di far rete tanto che gli attivisti avrebbero consigliato a chiunque riuscisse a scovare degli account pericolosi di segnalare questi ultimi all’interno di un Ghostbin, un servizio per rilasciare dati anonimamente sul web.

Naturalmente si tratta di attività che infrangono la legge. Anonymous, nonostante le buone intenzioni, ha letteralmente fornito a tutti gli strumenti per diventare degli hacker della domenica. A fruire queste informazioni potrebbe essere chiunque (persino chi ha intenzione di bucare l’account all’ex fidanzato) e non solo utenti mossi dalla voglia di combattere il terrorismo online. Il consiglio è quindi quello di non imbarcarsi in attività tanto rischiose. Senza considerare che persino Anonymous ha, più di una volta, toppato nell’identificazione di canali web connessi al sedicente Stato Islamico. La rete, in fondo, è piena di fake di fanatici emulatori. State attenti.

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