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Ammazza il marito, arrestata grazie a Google

Aveva cercato su Google "Come ammazzare", per poi approfondire con le seguenti chiavi di ricerca: "veleni istantanei", "veleni non identificabili", "dose fatale di digoxina" e "leggi sul porto d'armi nel New Jersey e in Pennsylvania". Dieci giorni dopo, Melanie McGuire uccide suo marito utilizzando una pistola acquistata proprio in Pennsylvania.

L'incredibile storia è avvenuta tre anni fa a Woodbridge, nel New Jersey, dove la coppia abitava. Le ricerche di cui la donna si è avvalsa per ottenere maggiori informazioni sono state fatte sia su Google che su MSN Search. Proprio le tracce digitali di queste ricerche sono state la prova più evidente per incastrare la donna, che non aveva lasciato alcun segno fisico come impronte digitali o sangue sulla scena del delitto.

Il Daily Record (citato da Slashdot) riporta questa storia dando i meriti principali a Jennifer Seymour, poliziotta (ma ora al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti) che ha esaminato i computer utilizzati dall'assassina scovando per lo più nella cronologia le tracce delle ricerche effettuate.

Questo caso non ha nulla a che vedere con la questione di cui ci siamo occupati ieri, quella sulla privacy garantita dal motore di ricerca: nelle indagini di questo omicidio, tutte le informazioni necessarie sono state ricavate direttamente dagli hard disc dei computer usati dalla killer.

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