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Agcom: una mappa per il wireless in Italia

Le TLC in Italia non sembrano così ferme come sembra almeno per quanto riguarda le normative di controllo.

Qualche tempo fa l'Agcom, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha diramato una nuova delibera che reca 'modifiche ed integrazioni recante criteri di ripartizione tra gli operatori della remunerazione dei costi sostenuti dal soggetto indipendente'.

Si tratta di un articolo che precisa la misurazione della qualità dell'accesso a Internet da postazione fissa e aggiunge un metro che riguarda i rispettivi utenti facendo intendere l'avvio di unamappa delle reti wireless in Italia.

Nella delibera si legge che 'gli operatori comunicano il numero di linee di accesso ad Internet da postazione fissa attivate al 31 dicembre di ogni anno alla Direzione e al soggetto indipendente, distinguendo tra connessione xDSL, fibra ottica e wireless'. E ciò fa intendere come scrive Stefano Quintarelli sul suo blog che si parla finalmente di wireless come ADSL replacement, una giusta direzione che farà scoprire una grande quantità di utenti che accedono senza fili a Internet.

In futuro potremmo avere un database pubblico al quale accedere per capire la mappa del wi-fi e affrontare meglio il digital divide. Nel mentre Agcom ha avviato una consultazione pubblica per indagare la tutela dei consumatori riguardo i servizi VoIP e P2p. Non a caso il provvedimento arriva proprio mentre Telecom Italia prova a limitare il peer to peer.

Veranno indagati aspetti tecnici e commerciali oltre che economici-giuridici riguardo il mercato delle comunicazioni mobili e personali. Inoltre, in seconda fase si affronterà la neutralità della Rete con un questionario rivolto a tutti gli stakeholder per rispondere a domande sull'evoluzione dei servizi dati.

Non solo wi-fi: a breve termine il futuro di Internet anche in Italia potrebbe essere LTE, le frequenze da 2,6 Ghz per realizzare connessioni Internet di prossimità. Il problema è che queste frequenze, lasciate libere dalle tv locali e relativi agli 800MHz, devono essere liberate al più presto possibile dal Ministero della Difesa ed utilizzarle per i servizi di comunicazioni mobili. Verranno rilasciate in una gara ma ancora non si conoscono dettagli sufficienti.

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