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4chan, Lawrence e altri vip nudi nel "posto più oscuro del web": 7 milioni di utenti nel sito senza regole

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di Simone Rausi

Tutti ne parlano, ma nessuno lo conosce. O quasi. 4chan è il sito del momento o più semplicemente il portale che per primo ha diffuso le foto senza veli di Jennifer Lawrence, quelle che negli ultimi giorni hanno fatto rivoltare su se stesso il web (con social annessi). Il male assoluto per qualcuno, un’idea geniale per altri. “Qualcuno” e “Altri” poi, sarebbero il New York Times, il Guardian e il Wall Street Journal, tutti giornaletti da parrucchiere – s’intende – che al progetto e al suo ideatore hanno dedicato intere colonne.

Jennifer Lawrence: foto rubate dal suo cellulare, caccia all’hacker

4chan non è un nome popolare. La home page è un ammasso di didascalie anonime e dallo scarso appeal. I social non lo citano. Eppure 7 milioni di visitatori lo navigano e il suo creatore – un ragazzetto sbarbato, tale Christopher Poole – è stato nominato dal Times la persona più influente del 2009 (sondaggio a quanto pare falsato dagli stessi utenti) diventando un dio in terra per hacker e smanettoni. Veniamo alla domanda chiave: cos’è 4chan? Banalmente è il sito dove puoi trovare le foto delle celebrità nude ma, in realtà, è qualcosa di molto di più...

Si tratta di un raccoglitore di immagini di qualunque natura. Gli utenti non devono registrarsi, possono facilmente caricare qualsiasi tipo di contenuto senza alcuna moderazione. E – cosa più importante – restano del tutto anonimi. Va da sé, quindi, che oltre alla foto dello zaino in vendita, 4chan pullula di nudi, immagini a luci rosse, blasfemia, razzismo e molto altro. “Un bar senza alcool” per il Wall Street Journal, “Uno dei luoghi più bui del web” per il New York Times, “Pazzo, giovanile… brillante, ridicolo ed allarmanto” per il Guardian. Nelle “anonime” pagine di 4chan è nata una parte di Anonymous, sono apparsi i primi meme e le foto coi gattini, sono partiti duri attacchi hacker verso Scientology e altre crociate di stampo pseudo politico.

La sottocartella b è quella dove hanno fatto capolino i capezzoli della Lawrence ma oltre all’attrice di Hunger Games, da quelle parti sono passate decine di chiappe celebri. E non solo. Grazie all’anonimato tutto diventa più facile, si perdono di vista responsabilità e controllo e nascono nuove iniziative come l’invio di massa di selfie senza veli. Tutti nudi su 4chan, c’è spazio per tutti.

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